Iniziative
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REALIZZIAMO IL PARCO DELLA FOCE
DEL FIUME NETO A CROTONE
per conciliare Ambiente Economia Benessere
Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra
Il fiume è l’ambiente naturale dove più pesante si nota l’intervento dell’uomo: scarichi fognanti, cementificazioni, cave fluviali, disboscamenti, captazione di acque e dighe e, in alcuni casi, addirittura scarichi a cielo aperto, corsi d’acqua ridotti a canali di scarico.
Uno stato diffuso di degrado e di abbandono dei nostri fiumi, con conseguenze molto gravi anche per la vita degli abitanti. Si arriva al paradosso che alcuni Comuni non solo non intervengano a porre un freno a tali gravi scempi ambientali, ma addirittura siano favorevoli a realizzare degli insediamenti turistici persino in siti vincolati nei pressi di aree demaniali fluviali.
È questo il caso di un progetto per la costruzione di un megavillaggio turistico, Europaradiso, che ricade totalmente nell’ambito territoriale della Foce del Neto del Comune di Crotone, a pochi km a Nord della città.
Precisato che non si è pregiudizialmente contrari alla realizzazione di opere che creino posti di lavoro ed incrementino l’economia del luogo, si ritiene che tali opere vadano eseguite nel rispetto delle norme che tutelano il territorio in cui devono sorgere.
Succede che l’area della foce del Neto è stata individuata dalla Regione Calabria e proposta dall’Italia quale Sito di Interesse Comunitario, ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE) con la denominazione “Foce del Neto” per complessivi 656 ha. Essa è inoltre inclusa nell’IBA cod. 149 “Marchesato e Fiume Neto” (Area Importante per gli Uccelli) come zona ZPS (zona di protezione speciale) in base al DGR del giugno 2005
La foce del Neto, all’interno della quale insiste un’Oasi di protezione della selvaggina, (Decreto
Giunta reg. n.2022 del 15/ 09/1976) è un’importante zona umida i cui habitat sono indispensabili per la sosta e la riproduzione di specie di uccelli, anfibi e rettili.
Al fine di chiedere il blocco della realizzazione del villaggio turistico, di far conoscere l’importanza della Foce del Neto e l’urgenza di interventi mirati a salvarla dalle condizioni di degrado in cui attualmente versa (pur mantenendo una notevole diversità biologica), si è formato a Crotone un coordinamento di Associazioni, tra cui LIPU, ItaliaNostra, ENPA, WWF, ALTURA, CNP, AIIG che hanno raccolto le firme di una petizione popolare da inviare al Sindaco di Crotone, al Presidente della Regione Calabria ed al Ministro dell’Ambiente.
La Foce del Neto è entrata a far parte a tutti gli effetti della rete europea Natura 2000 mediante D.P.R. n.357 del 8/09/97. Tale decreto stabilisce che i SIC devono essere tutelati per la preservazione della biodiversità in essi presente. “Ciò è previsto dal Trattato dell’ Unione Europea, secondo i cui princìpi non è possibile che uno Stato proponga da una parte dei siti per l’inclusione in Natura 2000, riconoscendone così il valore naturalistico, e dall’altra conduca attività che danneggiano i valori per i quali i siti sono stati identificati” (G.U. n.65 del 22/04/2000).
Ispirandosi alla Direttiva Habitat, la Regione Calabria ha elaborato un Progetto di legge (n.13 del 19/09/2000) con la proposta di istituzione del Parco regionale della foce del fiume Neto, che, all’art.2, così recita:
“Il Parco è uno degli ambienti umidi della costa jonica calabrese, comprendente oltre alla foce del Neto, lembi forestali ripariali, piccole aree palustri ed un tratto di fascia costiera.”
Se tale progetto fosse approvato dal governo regionale, si potrebbe coniugare la tutela e conservazione dell’ambiente, non valutata con il metro mercantile, ma con una corretta gestione senza sprechi, con il benessere economico e sociale, grazie a flussi turistici rispettosi della conservazione dell’habitat, com’è avvenuto in tante altre aree protette del nostro Paese e come previsto dai fondi europei finalizzati ai progetti di valorizzazione e ripristino dei siti Rete Natura 2000. Il 5 marzo scorso la Giunta Regionale ha espresso un parere negativo all’ipotesi progettuale del megavillaggio turistico, in quanto “il progetto in esame è nettamente contrastante, incoerente con le linee di sviluppo del sistema turistico alberghiero” Ed inoltre… “Il diniego non si oppone alla necessità dello sviluppo economico, della creazione di nuovi posti di lavoro, ma rappresenta la tutela di un territorio e delle sue potenzialità come aree di pregio e di eccellenza, per la promozione di investimenti pubblici e privati alternativi, coerenti ed ecocompatibili”…Anche il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio ha apprezzato la decisione presa dalla Giunta regionale calabrese che ha detto sì ad un modello di sviluppo ecosostenibile e ad un turismo di qualità. Da parte nostra, auspichiamo che venga finalmente realizzato il progetto del Parco della Foce del fiume Neto, nella consapevolezza che un popolo cresce se cultura ed economia riescono ad armonizzare senza confliggere.
Foto di Teresa Liguori
Foto di Giuliano Monterosso

